Le più recenti scoperte archeologiche provenienti dalla campagna di scavo 2025 presso il Santuario del Bagno Grande, a San Casciano dei Bagni, stanno offrendo nuove e sorprendenti interpretazioni sul ruolo di questo sito nell’antichità. Secondo gli studiosi, il complesso potrebbe aver funzionato non solo come luogo sacro legato alle acque termali, ma anche come una vera e propria scuola medica etrusca.

I risultati, recentemente presentati alle autorità e alla comunità locale, suggeriscono infatti che il santuario fosse un centro avanzato di studio, pratica e trasmissione delle conoscenze mediche.

San Casciano dei Bagni
San Casciano dei Bagni

Origini più antiche e conoscenze anatomiche avanzate

Le nuove evidenze archeologiche retrodatano la nascita del santuario alla fine del V secolo a.C., anticipandola di almeno due secoli rispetto alle precedenti ipotesi, che la collocavano nel III secolo a.C.

Questa revisione cronologica indica l’esistenza di un grande santuario arcaico già attivo in prossimità della sorgente termale molto prima dell’epoca romana.

Tra i reperti più significativi figura un frammento di candelabro in bronzo, che testimonia attività rituali già in epoca antica e conferma il ruolo centrale di questo materiale nei culti del sito.

Ex voto in terracotta: tra devozione e pratica medica

La campagna di scavo più recente ha portato alla luce numerosi oggetti in terracotta che collegano direttamente il santuario alla medicina antica.

Nell’angolo sud-occidentale del complesso, gli archeologi hanno individuato una probabile favissa, ovvero un deposito votivo sacro. Al suo interno sono stati rinvenuti ex voto anatomici raffiguranti piedi, gambe, mani, teste e neonati fasciati, insieme a frammenti di statue ed elementi architettonici come antefisse.

Questi oggetti sono tradizionalmente interpretati come offerte legate a richieste di guarigione o protezione. Tuttavia, il loro elevato grado di accuratezza suggerisce qualcosa di più di una semplice funzione simbolica.

Particolarmente straordinario è il ritrovamento di un raro modello in terracotta raffigurante più organi interni umani con una precisione sorprendente. Secondo gli esperti, si tratterebbe della rappresentazione più accurata dei visceri umani mai rinvenuta nell’antichità.

Questo livello di dettaglio indica uno studio anatomico sistematico e una conoscenza medica avanzata, rafforzando l’ipotesi che il sito fosse un luogo di osservazione clinica, insegnamento e cura.

Indizi di una conoscenza medica organizzata

Le evidenze raccolte suggeriscono sempre più chiaramente l’esistenza di una struttura organizzata di insegnamento medico etrusco, attiva almeno a partire dal III secolo a.C.

Il santuario appare oggi paragonabile a un antico complesso ospedaliero, dove dimensione religiosa e pratica scientifica convivevano e si integravano.

Un elemento significativo è la distribuzione geografica dei reperti: la precisione anatomica diminuisce con l’aumentare della distanza da San Casciano dei Bagni. Questo dato fa pensare che il sito fosse un centro principale di elaborazione e diffusione del sapere medico verso le aree circostanti.

La chiusura rituale in età tardoantica

Anche le fasi più tarde del santuario offrono informazioni importanti. Alcuni oggetti in bronzo, tra cui un fulmine e un ramo, risalgono al V secolo d.C., periodo in cui il complesso fu chiuso in seguito agli editti religiosi dell’imperatore Teodosio.

Durante questa fase, gli altari furono smantellati e riutilizzati per costruire una piattaforma rialzata, mentre i depositi più antichi vennero trattati con gesti rituali. Questo indica una chiusura controllata e simbolica, piuttosto che un semplice abbandono.

Nuove scoperte all’orizzonte

Poiché lo scavo della favissa è ancora nelle sue fasi iniziali, gli archeologi ritengono che le prossime campagne porteranno ulteriori rivelazioni sulla medicina etrusca, sulle tecniche artigianali e sulla vita religiosa del sito.

Il Bagno Grande si sta così affermando non solo come uno dei più importanti santuari antichi, ma anche come uno dei principali centri di cura e di pensiero scientifico del Mediterraneo antico.